Una mansione dequalificante è illecita? (Appunti diritto del lavoro)

Una mansione se dequalificante è definibile come illecita.
Esiste un sistema di classificazione dei comparti che viene costituita o redatta dal comparto nazionale di riferimento; all’interno di questo sistema di classificazione sono presenti delle “declaratorie” contrattuali alle quali corrispondono dei livelli professionali o delle qualifiche professionali.
Si tratta quindi di una descrizione dell’attività e del suo grado di subordinazione, autonomia, responsabilità o comunque poteri gerarchici propri di un certo ruolo, a cui corrisponde una certa qualifica o un certo livello professionale.
A un livello specifico di contratto nazionale corrisponde una declaratoria, che costituisce quindi un elemento di raffronto per la valutazione delle mansioni qualificanti o dequalificanti.
Basterà quindi vedere se le mansioni correttamente assegnate rientrano all’interno del modello.
Per quanto riguarda invece le promozioni, se è presente un ragionevole motivo di rifiuto è possibile rifiutare. Ma si parla di un motivo oggettivo, quindi NON di una percezione soggettiva dell’interessato.
Si deve dimostrare che il soggetto sia non idoneo a ricoprire il ruolo che gli è stato offerto, ad esempio quando non vi sia una obiettiva capacità del destinatario a ricoprire il ruolo nella mansione superiore.
Quando invece questa situazione non esista nei fatti ma piuttosto rappresenti una situazione soggettiva dell’interessato il suo eventuale rifiuto diventa ingiustificato.

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