Ritenuta d’acconto: riassunto breve (diritto tributario)

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La ritenuta d’acconto consiste in una ritenuta la quale viene gestita dal datore di lavoro verso il proprio fornitore o verso un proprio collaboratore a scopo di raffigurare un anticipo nei confronti delle imposte del collaboratore.

Il meccanismo della ritenuta d’acconto rappresenta quindi una trattenuta riguardante l’imposta reddito sulle persone fisiche o l’imposta sul reddito delle società.

Attualmente si contano numerose tipologie di ritenuta d’acconto; quelle maggiormente utilizzate sono ad ogni modo di due tipi: le ritenute a titolo di acconto e le ritenute a titolo di imposta.

Il compiti del datore di lavoro per le ritenute d’acconto

Cosa deve fare quindi il datore di lavoro? Prima di tutto individuare il tipo di ritenuta d’acconto che dovrà essere effettuato, dopodiché calcolare l’ammontare utilizzando le corrispondenti aliquote (puoi usare questo strumento per fare prima) e quindi separata la parte da versare all’erario da quella da versare come compenso netto al lavoratore provvedere tramite modello f24 presso l’agenzia delle entrate, individuando ovviamente il corrispettivo codice tributo (di solito 1040).

Quali sono i limiti temporali in questo caso? Il limite è da attribuirsi al mese a venire successivo rispetto al giorno in cui è stata pagata la parcella, attualmente di preciso entro il 16 del mese a venire.

I compiti del prestatore di lavoro per le ritenute d’acconto

Chi presta il lavoro e riceve quindi il corrispettivo per le attività svolte deve semplicemente procedere a rendere conto del compenso ricevuto all’interno della propria dichiarazione dei redditi; chiaramente per farlo avrà necessità di ricevere la certificazione unica, che dovrà essere inviata dal datore di lavoro.

Esistono delle limitazioni verso i soggetti a cui è possibile applicare la ritenuta d’acconto?

In realtà bisogna sempre tenersi aggiornati per evitare di rimanere indietro ma in generale, almeno per adesso, la ritenuta d’acconto è d’obbligo per tutte le persone fisiche che conducono attività imprenditoriale o professionale o artistica, nonché per le società di capitali che si trovano in qualità di residenti all’interno del territorio italiano, così come anche le associazioni non riconosciute, gli enti pubblici e privati, le società o gli enti che non hanno residenza in Italia, i Gruppi europei di interesse economico, la pubblica amministrazione, le imprese agricole, le società di persone.

Su cosa è possibile emettere una ritenuta d’acconto?

Normalmente è la forma necessaria per i compensi sui lavori autonomi come ad esempio le prestazioni occasionali, gli utili spettanti ai soci di società per azioni e società a responsabilità limitata, sulle vendite di diritti d’autore o dei diritti derivanti dall’ingegno.

5 thoughts on “Ritenuta d’acconto: riassunto breve (diritto tributario)”

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