Riassunto stato patrimoniale destinativo soggettivo (definizione e spiegazione)

Lo stato patrimoniale destinativo soggettivo è uno dei possibili riclassificati dello stato patrimoniale civilistico e la sua finalità principale è quella di poter facilitare eventuali analisi di tipo verticale dell’attivo e del passivo. Tale riclassificato utilizza la forma a sezioni divise e contrapposte ed il principio classificatorio tra attivo e passivo è differente in quanto l’attivo si riclassifica in base alle modalità d’uso, il passivo invece in base alla provenienza soggettiva dei finanziamenti. Per cui le attività si dividono in attività circolanti (beni che si consumano entro l’esercizio) ed attività fisse (beni che si consumano oltre l’esercizio); il rapporto tra i due aggregati determina il grado di elasticità della società.

Mentre il passivo si divide in passività di terzi (in caso di ricorso al debito) o passività proprie (in caso di ricorso al capitale proprio). Il rapporto tra i due aggregati determina il grado di autonomia finanziaria della società.

Ricapitolando e riassumendo dunque possiamo dire che lo stato patrimoniale destinativo soggettivo serva a effettuare in maniera accurata l’analisi della struttura patrimoniale della società (secondo l’analisi verticale) e che si caratterizzi secondo due principi classificatori: per le attività si utilizzano le modalità d’uso dei beni mentre per le passività si impiega la provenienza soggettiva dei finanziamenti.

Qui di seguito lo schema dello stato patrimoniale destinativo soggettivo:

ATTIVITA: 1) Attività circolanti 2) Attività fisse

PASSIVITA: 1) Passività di terzi 2) Passività proprie