Revoca e requisiti di indipendenza del consiglio di sorveglianza (Diritto commerciale)

Per quanto riguarda il consiglio di sorveglianza nel modello di amministrazione delle società dualistico una prima evidente differenza rispetto al modello tradizionale si ha per via del numero di componenti del consiglio di soreglianza: nel consiglio di sorveglianza non sono presenti membri supplenti ma sono invece tutti effettivi, ed il numero di membri è stabilito dallo statuto, sebbene non possa essere inferiore a 3.

L’assemblea deve quindi essere convocata, non per l’approvazione del bilancio ma per la deliberazione riguardo la ripartizione degli utili tra i soci. Anche in questo caso, una volta cessati i componenti, sia del consiglio di gestione che del consiglio di sorveglianza, per scadenza del termine, è necessario provvedere alla ricostruzione degli organi sociali, altrimenti questi vengono prorogati fino alla nuova nomina.

Qui si riscontra una differenza fondamentale rispetto al modello tradizionale, in quanto i membri dell’organo di controllo interno sono revocabili dall’assemblea in qualunque momento, con deliberazione adottata ad una maggioranza qualificata (almeno un quinto del capitale sociale) senza necessità di giusta causa, che invece è necessaria per la revoca dei membri del colleggio sindacale (la giusta causa deve essere anche verificata dal tribunale).

Dato che l’inamovibilità del sindaco è legata ad esigenze di salvaguardia dell’indipendenza e dell’obiettività dell’organo di controllo interno, e dato che i compitidi controllo interno svolti dal consiglio di sorveglianza sono gli stessi del consiglio sindacale, gli interpreti si sono domandati quali interessi il legislatore abbia ritenuto più meritevoli di tutela. Essi hanno ritenuto che gli interessi protetti dal legislatore fossero quelli dei nuovi soci di controllo, in caso di cambiamento della proprietà azionaria. In caso di cambiamento di proprietà azionaria, è prassi comune l’immediata sostituzione dei vertici aziendali. Nel modello dualistico però, non potendo l’assemblea dei soci revocare direttamente i membri del consiglio di gestione, il cambio dei vertici aziendali è quindi possibile solo se è possibile revocare i membri del consiglio di sorveglianza.

Oltre alla previsione normativa secondo la quale almeno un componente del consiglio di gestione debba essere scelto tra i revisori legali dei conti iscritti nell’apposito registro, lo statuto può prevedere ulteriori requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza richiesti per i consiglieri di sorveglianza.

Se nel corso dell’esercizio vengono a mancare uno o più componenti del consiglio di sorveglianza, l’assemblea provvede senza indugio alla loro sostituzione. Il presidente del consiglio di sorveglianza è eletto dall’assemblea. Lo statuto determina i poteri del presidente del consiglio di sorveglianza.

Non possono essere eletti alla carica di componente del consiglio di sorveglianza e, se eletti, decadono dall’ufficio:

a) Coloro che si trovano nelle condizioni previste dall’articolo 2382 (cause di ineleggibilità e decadenza degli amministratori);

b) Componenti del consiglio di gestione

c) Coloro che sono legati alla società o alle società da questa controllate o quelle sottoposte a comune controllo da un rapporto di lavoro o da un rapporto continuativo di consulenza o di prestazione d’opera retribuito che ne compromettano l’indipendenza.

Confrontando questo articolo con l’articolo 2399 si denotano due differenze principali nelle cause di ineleggibilità e decadenza, che sono i requisiti di indipendenza.

Rispetto alle indicazioni dettate con riguardo ai sindaci qui non sono menzionate i rapporti con le controllanti, i rapporti familiari con gli amministratori delle società controllate, controllanti, sottoposte a comune controllo, né gli altri rapporti di natura patrimoniale che sono idonei a comprometterne l’indipendenza.

I requisiti di indipendenza sono quindi più lassi ripetto a quelli previsiti per i sindaci. Questo vale solo per le società di diritto comune, mentre per le società con azioni quotate sono previsti gli stessi requisiti previsiti per i sindaci.

Gli interpreti ritengono che questa differenza normativa trovi la sua ragione d’essere nel fatto che il  modello dualistico possa presentarsi anche ai così detti passaggi generazionali. Infatti il consiglio di sorveglianza ha un ruolo più penetrante rispetto al colleggio sindacale.

Lo statuto può prevedere altre cause di ineleggibilità o decadenza nonchè cause di incompatibilità e limiti e criteri per il cumulo degli incarichi.