Quali sono le funzioni principali del bilancio? Vediamole insieme

Le funzioni del BILANCIO (riassunto)

Una volta conosciuta l’impresa (governance, storia, business idea, portafoglio prodotti, etc..) è importante fare una premessa sulla finalità informativa fornite dal bilancio e un’approfondimento di quali sono le determinanti della qualità delle informazioni economico-finanziarie; esso è indispensabile per effettuare comparazioni tra aziende.

Il BILANCIO può avere 3 finalità originarie (a cui tipicamente si associa una funzione impropria):

  1. Misurazione delle performance a supporto della gestione da parte degli amministratori manager: i bilanci fanno parte del processo di misurazione delle performance delle aziende.
  2. Avere un bilancio che garantisce la consistenza patrimoniale su cui fanno affidamento i terzi creditori.
  3. Informare gli investitori attuali e potenziali sull’andamento economico-finanziario e sui rischi aziendali affinchè essi possono assumere consapevolmente decisioni d’investimento (tipicamente per le società quotate).

A queste funzioni si associa la funzione impropria, cioè la determinazione o il supporto alla determinazione del reddito imponibile; tale funzione ha il rishcio del cosidetto inquinamento fiscale.

Visto che queste funzioni coesistono nel nostro ordinamento bisogna capire…

1°FUNZIONE del bilancio “Supportare le decisioni del management” :

se si pensa ad un bilancio di es. che ha come unica funzione quella di supportare il management nelle sue decisioni, il modello di governance più adeguato (il contesto in cui si può ritenere sensato tale tipo) è quello dove si ha la responsabilità limitata dei soci, perché in questo caso tale funzione è a supporto dei soci.

Le forme giuridiche previste in Italia, sono l’impresa INDIVIDUALE, la SOC. IN NOME COLLETTIVO e IN ACCOMANDITA SEMPLICE.

La logica è che siccome i creditori sociali possono comunque fare affidamento sul patrimonio dei soci, il bilancio non ha una funzione di tutela ma è interno (e solitamente non viene pubblicato).

Il rischio opportunistico di tale modello di governance è fra i soci; bisogna quindi stabilire chi contribuisce a cosa, così per spartirsi in maniera equa gli utili.

Gli obblighi contabili sono allineati a tale tipo di quadro, perché essi hanno l’obbligo di tenuta delle scritture di contabilità ma non di pubblicazione di esse.

2°FUNZIONE del bilancio “funzione della consistenza patrimoniale della società” :

tale esigenza nasce quando dai modelli a responsabilità illimitata si passa a quelli a responsabilità limitata.

Si è quindi posto il problema del fatto che se si garantisce la responsabilità limitata dei soci e i terzi possono soddisfarsi solo sul patrimonio sociale, i terzi sono a rischio di non essere soddisfatti se i soci fanno fallire la società; bisogna quindi comunicare ai terzi dell’ammontare del patrimonio della società, è quindi nata l’esigenza di avere un BILANCIO PUBBLICO, con regole tali da garantire il mantenimento del patrimonio sociale.

Tale funzione è la funzione che il nostro sistema civilistico attribuisce al bilancio.

Le forme giuridiche sono quindi le soc.di CAPITALE(a resp.limitata e S.p.A chiusa).

Gli obblighi civilistici sono quindi la redazione o la pubblicazione del bilancio.

3°FUNZIONE “informare gli investitori”:

l’ulteriore step del sistema economico è il passaggio da un’economia in cui le soc. si finanziavano tramite mezzi dei soci o bancari a soc. che si finanziano ricorrendo al pubblico risparmio (cioè comprando azioni o obbligazioni di soc.) portando alla nascita dei mercati finanziari regolamentai e dell’impresa della SOCIETA’ PUBBLICA con azioni quotate che possono essere acquistate da chiunque.

Ma quando ci si trova “di fronte” a un soc. quotata cosa si aspetta un investitore dalla società?
devo essere in grado di fornire info. Utili ai clienti potenziali affinchè essi possono assumere più consapevolmente le decisioni di investimento.

I bilanci in questo modello hanno lo scopo di ridurre le ASSIMETRIE INFORMATIVE e consentire a livello complessivo un’efficiente allocazione delle risorse scarse; c’è quindi un’alta responsabilità etica (i casi estremi sono quelli di falsi in bilancio o di frodi finanziarie). Da questo punto di vista i bilanci sono la “chiave di volta”.

La governance tipica è la resp.limitata dei socie e l’ampia base azionaria.

I rischi di comportamento opportunistico sono ai danni degli investitori.

Gli obblighi per le società sono di adottare i principi contabili nazionali IAS/IFRS omologati dalla Unione Europea.

FUNZIONE DEL BILANCIO e NOZIONE DEL REDDITO

Da un punto di vista tecnico uno dei principali obiettivi del bilancio è la determinazione dell’utile o della perdita del periodo e del cosidetto del correlato capitale di funzionamento (correlato perché c’è un rapporto di mezzo a fine , il capitale è misurato come strumento di determinazione del reddito di es.).

Ma date le diverse funzioni del bilancio esiste un’unica definizione di reddito d’es. ?

Le tecniche di misurazione sono funzione della finalità conoscitiva che perseguo, quindi se io ho diverse funzioni attribuite al bilancio avrò anche diverse nozioni di reddito.

Il concetto di reddito all’interno della disciplina civilistica è quello di un reddito distribuibile perché devo tutelare i terzi; il reddito è distribuibile se interamente prelevato.

Ma nell’ambito delle società quotate, secondo i principi contabili internazionali, i criteri di valutazione delle poste sono funzionali ad una diversa nozione di reddito perché la funzione attribuita al bilancio è diversa (ovvero devo informare anche delle opportunità di crescita delle soc. in modo che gli investitori possano capire qual è la migliore)

Per questo motivo la relazione con la funzione attribuita al bilancio comporta una diversa nozione di reddito al quale corrispondono criteri di valutazione diversi per la determinazione del correlato capitale di funzionamento.

Quindi per la tradizione italiana il reddito prodotto è uguale a quello realizzato e distribuibile; mentre nei principi contabili internazionali è diverso.

La conseguenza alla tradizione italiana è il PRINCIPIO DI PRUDENZA (art.2423-bis c.c.).

Il principio di prudenza si può riassumere in tre punti secondo l’articolo 2423-bis del codice civile:
1) La valutazione delle voci deve essere fatta secondo prudenza
2) Si possono indicare esclusivamente gli utili realizzati alla data di chiusura dell’esercizio.
3) Si deve tenere conto dei rischi e delle perdite di competenza dell’esercizio, anche se conosciuti dopo la chiusura di questo.

Le deroghe a tale principio sono:

  • Valutazione dei crediti in valuta.
  • Metodo del patrimonio netto per valutare le partecipazioni.
  • Metodo delle percentuale di completamento delle commesse.

In termini economici tale principio comporta un’asimmetria nella velocità di riconoscimento degli utili e delle perdite (gli utili sono rilevati molto più lentamente rispetto alle perdite).

Nei principi contabili internazionali invece non c’è la nozione di reddito disponibile ma la nozione è il reddito prodotto come indicatore di performance economica non legato alla determinazione dell’ammontare distribuibile ai soci sotto forma di dividendi; quindi la funzione del bilancio è quello di un mercato finanziario per favorire la posizione degli investitori e quindi in tale “mondo” il principio di prudenza “non vale niente”; questo comporta che la velocità di riconoscimento è molto più bassa.

(es. Mercedez nel 1993 si “crosslistò ( cioè le azioni sono quotate in più mercati finanziari)” nel mercato statunitense; all’epoca gli statunitensi dicevano che essa poteva venire a competere nel mercato americano e doveva redigere il proprio bilancio secondo i principi contabili statunitensi. Il bilancio secondo i prinicpi contabili tedeschi era diverso rispetto a quello redatto secondo quelli statunitensi (in Germania Mercedez realizzava un utile, mentre in USA una perdita).

LA FUNZIONE IMPROPRIA del BILANCIO:

supporto alla determinazione del reddito imponibile (vale in tutti i paesi).

Il collegamento tra bilanci e determinazione del reddito imponibile non c’è sempre stato, in Italia nasce nel 1983, con la riforma tributaria del TUIR (nasce il PRINICIPIO di DERIVAZIONE);

Qual è l’esito di tale riforma? Per determinare il reddito imponibile devo partire dal RAI, per poi sommare delle variazioni in aumento e sottrarre le variazioni in diminuzione, ottenendo il reddito imponibile.

Il collegamento tra reddito imponibile e valutazione di bilancio di per sé non creerebbe problemi, però purtroppo ”i costi e gli oneri non sono ammessi in deduzione se non risultano imputati al conto dei profitti e delle perdite allegato alla dichiarazione dei redditi”, questo comporta che se un costo non è imputato a conto economico io non lo posso dedurre; quindi di fatto è una limitazione alle variazioni in diminuzione; questo comporta un effetto distorsivo sui bilanci.

Esempio: inquinamento fiscale: è “meglio”; perché pagare meno i primi due anni e di più gli ultimi due fa si che il valore attuale dei flussi di denaro non sia uguale.

Da qui si capisce l’inquinamento dei bilanci, cioè tutte le volte in cui per interesse puro fiscale si applica la massima deducibilità e si inquina il bilancio.