Quali sono i compiti del consiglio di sorveglianza nella società per azioni?

Per capire quali siano i compiti del consiglio di sorveglianza all’interno della società per azioni dobbiamo per prima cosa andare a guardare l’articolo 2409 terdicies del codice civile riguardante proprio le competenze che spettano al consiglio di sorveglianza.

Articolo 2409 – terdecies del codice civile

Il consiglio di sorveglianza:
a) nomina e revoca i componenti del consiglio di gestione; ne determina il compenso, salvo che la relativa competenza sia attribuita dallo statuto all’assemblea;
b) approva il bilancio di esercizio e, ove redatto, il bilancio consolidato;
c) esercita le funzioni di cui all’articolo 2403, primo comma;
d) promuove l’esercizio dell’azione di responsabilità nei confronti dei componenti del consiglio di gestione;
e) presenta la denunzia al tribunale di cui all’articolo 2409;
f) riferisce per iscritto almeno una volta all’anno all’assemblea sull’attività di vigilanza svolta, sulle omissioni e sui fatti censurabili rilevati;
f-bis) se previsto dallo statuto, delibera in ordine ai piani strategici, industriali e finanziari della società predisposti dal consiglio di gestione, ferma in ogni caso la responsabilità di questo per gli atti compiuti.
Lo statuto può prevedere che in caso di mancata approvazione del bilancio o qualora lo richieda almeno un terzo dei componenti del consiglio di gestione o del consiglio di sorveglianza la competenza per l’approvazione del bilancio di esercizio sia attribuita all’assemblea.
I componenti del consiglio di sorveglianza devono adempiere i loro doveri con la diligenza richiesta dalla natura dell’incarico. Sono responsabili solidalmente con i componenti del consiglio di gestione per i fatti o le omissioni di questi quando il danno non si sarebbe prodotto se avessero vigilato in conformità degli obblighi della loro carica.
I componenti del consiglio di sorveglianza possono assistere alle adunanze del consiglio di gestione e devono partecipare alle assemblee.

Si nota quindi che alcuni compiti tipici dell’assemblea sono attribuiti al consiglio di sorveglianza, quali il già menzionato compito di nominare i membri del consiglio di gestione e l’approvazione del bilancio d’esercizio.

Al consiglio di sorveglianza sono inoltre attribuiti i compiti specifici del colleggio sindacale (articolo 2403 comma 1) verifica del rispetto alla legge e allo statuto, rispetto dei principi di corretta amministrazione, dell’adeguatezza dell’assetto amministrativo, organizzativo e contabile, del corretto funzionamento della società nel suo complesso.

Se c’è apposita previsione statuaria il consiglio di sorveglianza riveste anche compiti di alta direzione, in quanto delibera in ordine alle operazioni strategiche e ai piani industriali e finanziari della società. Alta direzione in quanto il consiglio di sorveglianza non è investito di scelte di dettaglio ma di scelte strategiche.

È però il consiglio di gestione che redige e predispone i piani strategici per la società, le sottopone al vaglio del consiglio di sorveglianza che delibera l’autorizzazione o meno al compimento delle operazioni strategiche. È sempre l’organo di gestione che provvede, in caso affermativo, a dare attuazione ai piani approvati dal consiglio di sorveglianza. Essendo salva la responsabilità dei consiglieri di gestione per il compimento di queste operazioni, spetta al consiglio di gestione la decisione finale in caso di delibera autorizzativa del consiglio di sorveglianza.

Differenza principale tra consiglio di sorveglianza e colleggio sindacale

Il ruolo del consiglio di sorveglianza, rispetto a quello del colleggio sindacale, è un ruolo più penetrante. Il colleggio sindacale, infatti, quando effettua un controllo sulla gestione, deve si entrare nel merito delle decisioni degli amministratori, ma per limitarsi a paragonare le decisioni con il metro di misura rappresentato dalla vigilanza qualificata richiesta dagli amministratori. Il consiglio di sorveglianza può entrare nel merito delle scelte di gestione valutando anche la loro opportunità, perché il consiglio di sorveglianza può revocare i membri del consiglio di gestione, e questo potere di revoca si fonda sul fatto che questo organo può esprimere un giudizio di politica economica della gestione, cosa che il colleggio sindacale non può fare.

Il bilancio di esercizio è quindi approvato dal consiglio di sorveglianza, ma lo statuto può prevedere che nel caso in cui vi sia un impedimento nell’approvazione del bilancio, o qualora lo richieda un numero qualificato di consiglieri di gestione o consiglieri di sorveglianza, il bilancio possa essere approvato anche dall’assemblea.

Anche qui si denota una significativa differenza rispetto alla disciplina dettata per i sindaci: questi infatti sono tenuti obbligatoriamente a partecipare alle assemblee e alle adunanze dell’organo di gestione, in casi di mancato adempimento dell’obbligo è inoltre prevista la decadenza sanzionatoria. I consiglieri di sorveglianza invece possono ma non devono per obbligo assistere alle adunanze del consiglio di gestione, e non è prevista alcuna sanzione.

Nelle società quotate però almeno un rappresentante del consiglio di sorveglianza partecipa alle riunioni del consiglio di gestione.

Secondo l’articolo 2409 quaterdecies del codice civile i consiglieri di sorveglianza possono chiedere agli amministratori notizie sull’andamento delle operazioni sociali o su specifici affari, e possono scambiare informazioni con i corrispondenti organi delle società correlate ma non possono procedere individualmente ad atti di ispezione e controllo.