Le rettifiche per variazioni contabili non finanziarie nel foglio di lavoro

Le variazioni soggette a dette rettifiche altro non sono che mere movimentazioni
contabili che non comportano né una reale operazione di approvigionamento fondi,
né un reale impiego effettivo di risorse.

Sono:

1) Rivalutazioni e svalutazioni
2) Ammortamenti sia entro, sia fuori conto
3) Movimenti compensativi nell’ambito delle quote ideali del patrimonio netto

a) Rivalutazioni e svalutazioni -> movimenti contabili evidenzianti variazioni
straordinarie di investimenti/finanziamenti patrimoniali e si ELIMINANO CON
SCRITTURE INVERSE.

Nelle rivalutazioni si elimina un impiego contabile con diretta correzione del
risultato di periodo; nelle svalutazioni si elimina una fonte che non esiste (disinvestimento)
ad esempio nel caso di svalutazione terreni si elimina il totale da minusvalenze.

b) Negli ammortamenti invece, che rappresentano solo una procedura di riparto di un costo storico sono
presenti 3 tipi di ipotesi di rettifica:

– Rettifiche per ammortamenti fuori conto  (beni materiali)
– Rettifiche per ammortamenti in conto  (beni immateriali)
– Rettifiche per ammortamenti per decapitalizzazione (ripartizione di costi di esercizio capitalizzati come disaggio di emissione,
spese di ricerca)

Nel primo caso si elimina la fonte grezza data dall’aumento del fondo ammortamento.

MOVIMENTI COMPENSATIVI ENTRO LE POSTE DEL NETTO.
Sono movimentazioni contabili che modificano la composizione qualitativa del netto senza determinarne variazioni quantitative
(aumenti gratuiti di capitale con riserve, con sottoscrizioni da parte degli azionisti;
coperture di perdite con riserve, riduzione di capitale sociale; destinazione integrale dell’utile a riserva; stralcio di azioni proprie)