Amministrazione delle srl: riassunto di diritto commerciale

La disciplina legale dettata in tema di amministrazione di srl è asciutta, in quanto trattata dal legislatore in modo essenziale e lacunosa, in quanto ci sono ampie aree tematiche che il legislatore non affronta. Inoltre vengono lasciati, in questo tema, ampi spazi di manovra all’autonomia statuaria.

Il legislatore muove nell’ordine di idea che i soci facciano ricorso all’autonomia statuaria e che regolino tutti gli aspetti relativi all’amministrazione autonomamente, tramite la loro autonomia contrattuale.

Nel modello legale gli amministratori della società sono i soci, non in quanto tale, ma in quanto scelti e nominati dai soci stessi. Quindi nella srl non si è amministratori perché si è soci, come accade nella s.n.c. (società in nome collettivo), ma qui il modello richiede che i soci scelgano tra di loro gli amministratori.

L’atto costitutivo può tuttavia disporre diversamente, ovvero può stabilire che siano nominati amministratori anche soggetti non soci, oppure stabilire che gli amministratori non siano nominati dai soci, ma direttamente dall’atto costitutivo. In questo ultimo caso c’è quindi una contrattualizzazione degli amministratori, ovvero la carica di amministratore e la sua identità è determinata dall’atto costitutivo.

In questo caso la posizione dell’amministratore nominato nell’atto costitutivo si avvicina a quella dell’amministratore nominato nel contratto sociale nelle società di persone. Infatti nella snc se l’amministratore è nominato nell’atto costitutivo può essere revocato solo per giusta causa ed è necessario che i soci decidano la modificazione dell’atto costitutivo all’unaminità, mentre se è nominato tramite atto separato la revoca è libera.

Nella srl si configura una situazione analoga, in quanto per  la revoca dell’amministratore nominato in atto costitutivo è necessaria una modificazione dello stesso, sarà quindi necessaria una giusta causa di revoca e una deliberazione di modifica dell’atto costitutivo, assunta con le maggioranze richieste dalla legge e dallo statuto.

Lo statuto potrebbe prevedere inoltre che a taluni soci siano attribuiti particolari diritti e prerogative in ambito di gestione della società, a norma dell’articolo 2468, quindi è possibile che, ad esempio, ad un particolare socio sia attribuito il diritto di nominare un amministratore.

Si rinviene inoltre la mancanza, rispetto alla disciplina dettata per la spa, della previsione di particolari requisiti richiesti in capo agli amministratori, tuttavia gli interpreti ritengono che si applichi, in quanto recante un principio di sistema, l’articolo 2382, dettato con riguardo alle cause di ineleggibilità e decadenza previste per gli amministratori di spa.

Una volta nominato l’amministratore o gli amministratori, deve o devono accettare la nomina, e dopo l’accettazione della nomina si dà pubblicità nel registro delle imprese.

Il modello legale che risulta è il seguente: se risultano più amministratori, si costituisce un organo amministrativo che opera secondo il metodo collegiale. Quindi parlare di consiglio di amministrazione significa evocare, seppur indirettamente, tutta la disciplina relativa al funzionamento e alla struttura dell’organo amministrativo della spa.

Al consiglio di amministrazione di srl si applicano inoltre le norme che disciplinano gli amministratori e gli organi delegati. Lo statuto di srl potrebbe tuttavia introdurre un modello di amministrazione caratteristico delle società di persone, ovvero il modello disgiuntivo o quello congiuntivo. Si applicano in questo caso integralmente le norme dettate per le società di persone.

Il richiamo è integrale, quindi, se scelto il modello disgiuntivo, ogni amministratore è legale rappresentante della società, gli altri amministratori possono porre il veto sulle scelte gestionali di uno di essi.

Se invece è stato scelto il modello disgiuntivo di amministrazione, nel caso sia a maggioranza, non c’è un applicazione del modello collegiale, infatti nelle società di persone in cui è scelto questo modello gli amministratori, che sono anche soci, decidono a maggioranza per quote di partecipazione e non per teste.

Parlando del consiglio di amministrazione, a questo punto ci si domanda se sia possibile un innesto nella srl anche dei modelli alternativi di amministrazione e controllo. Gli interpreti sono concordi nell’affermare che il modello dualistico non sia suscettibile di innesto nella srl, in particolare perché competenza esclusiva inderogabile dei soci è l’approvazione del bilancio, mentre nel modello dualistico spetta al consiglio di sorveglianza. Gli interpreti sostengono inoltre che il modello dualistico sia un sistema che si presta ad essere adottato in società con compagine sociale molto numerosa, dove si rende necessario allontanare la base sociale dall’organo in cui si assumono le decisioni. Nella srl invece i soci sono immediatamente coinvolti nelle vicende gestionali della società, e non è quindi ipotizzabile l’adozione di questo modello nella srl. Si presta invece l’innesto di un modello monistico.

Anche se si costituisce un consiglio di amministrazione, che per definizione opera secondo il metodo collegiale, l’atto costitutivo può comunque prevedere metodi alternativi di riunione degli amministratori, come previsto per le decisioni dei soci.

È possibile attribuire competenze relative alla gestione alla decisione dei soci, tuttavia queste decisioni sono quindi inderogabilmente attribuite alla competenza dell’organo amministrativo.

Si parla di competenza dell’organo amministrativo, ma l’atto costitutivo può prevedere l’amministrazione disgiuntiva o congiuntiva. In conclusione qualunque sia il modello di amministrazione adottato, se sono nominati più amministratori, il metodo collegiale è richiesto espressamente dalla legge e inderogabile per la redazione del progetto di bilancio, dei progetti di fusione e scissione, e per le decisioni di aumento delegato di capitale ai sensi dell’articolo 2481, ovvero se l’atto costitutivo attribuisce al consiglio di amministrazione il potere di effettuare autonomamente aumenti di capitale (che determina inoltre i limiti e le modalità di attuazione). In questi casi l’amministrazione quindi cessa di essere disgiuntiva o congiuntiva.

Per quanto riguarda la durata degli amministratori in srl questo aspetto è rimesso all’autonomia statuaria, nel silenzio dello statuto gli interpreti ritengono che gli amministratori siano nominati a tempo indeterminato, salvo quindi la revoca o il verificarsi di un’altra causa di cessazione della carica. Non si parla inoltre di cessazione e revoca. Le cause di cessazione sono dunque morte, rinuncia, il verificarsi di una causa di decadenza. Ulteriore causa di cessazione può essere la revoca.

Per definire la disciplina applicabile alla revoca è quindi necessario stabilire in concreto, caso per caso, quale modello di amministrazione è stato adottato dalla srl, e qual’è la fonte da cui l’amministratore ottiene la sua carica (atto costitutivo o atto separato). Se c’è l’amministratore nominato dai soci si applica la disciplina relativa alla revoca dell’amministratore di spa, ovvero l’amministratore è revocabile liberamente, anche senza giusta cuasa, salvo il risarcimento del danno se la giusta causa manca. Se invece l’amministratore è nominato da un socio particolare in forza di un particolare diritto ad egli attribuito, sarà competenza esclusiva di quest’ultimo determinarne anche la revoca.

Se l’amministratore invece è nominato nell’atto costitutivo, per la sua revoca sarà necessaria la giusta causa, e la modificazione dell’atto costitutivo stesso.

Quali sono invece gli effetti della cessazione degli amministratori nella srl e quali le regole per la sostituzione?

Qui, nuovamente, la disciplina applicabile dipende dal modello di amministrazione concretamente adottato. Se c’è un consiglio di amministrazione, posto che si ritiene che non operi il meccanismo della co-optazione, se viene a mancare uno degli amministratori si deve ritenere che l’organo amministrativo sia incompleto e che sia necessario provvedere tempestivamente alla sua sostituzione.

Se invece c’è l’amministrazione disgiuntiva o congiuntiva, gli altri amministratori possono continuare ad operare senza necessità di sostituzione dell’amministratore cessato, in quanto questo modello non prevede un organo di amministrazione che deve operare nella sua interezza.

Compenso e divieto di concorrenza degli amministratori

Anche riguardo a questi due aspetti il legislatore non dice nulla. Per quanto riguarda il compenso, salvo il diritto alla remunerazione dell’attività svolta, rimane il problema della competenza a deciderne caratteristiche e ammontare. Si ritiene che anche questo aspetto sia rimesso all’autonomia statuaria, ma che in mancanza di espressa previsione, la decisione spetti ai soci.

Per quanto riguarda il divieto di concorrenza, si applicano, in via anlogia, le disposizioni relative agli amministratori di spa, se prevalgono i tratti di società capitalistica della srl, mentre si applicano quelle relative ai soci di società di persone se prevalgono i tratti personalistici della srl.

Amministratore di fatto

È colui che formalmente non è amministratore, ma che di fatto svolge le funzioni di amministratore. Si è arrivati ad una posizione, ormai unanimamente condivisa dalla giurisprudenza, che prevede che questo soggetto abbia le stesse responsabilità dell’amministratore vero e proprio.

Rappresentanza nella srl e amministratori

Per comprendere a chi spetta il potere di rappresentanza è anche qui necessario individuare quale modello di amministrazione è stato in concreto adottato. Se gli amministratori operano secondo il modello disgiuntivo ogni amministratore ha anche il potere di rappresentanza. Se il modello è collegiale, una volta nominati gli amministratori sarà necessario indicare anche a quali tra questi spetta il potere di rappresentanza.

Conflitto di interessi e amministratori nella srl

A differenza delle spa per quanto riguarda le srl non si parla esplicitamente di conflitto di interessi, ma di interessi di cui gli amministratori sono portatori. L’articolo 2391 stabilisce una particolare procedura che l’amministratore ed il consiglio di amministrazione devono seguire nelle adozioni delle delibere riguardanti operazioni nelle quali l’amministratore sia portatore di interesse. È infatti previsto che l’amministratore portatore dell’interesse debba informare il consiglio di amministrazione ed il consiglio di amministrazione deve motivare l’eventuale decisione presa, e si configura una possibilità di invalidità della deliberazione se non rispetta le condizioni stabilite dalla legge.

Sono impugnabili le decisioni adottate con voto determinante dell’amministratore in conflitto di interessi, qualora siano idonee a cagionare un danno alla società. Sono salvi i diritti acquisiti dai terzi in buona fede in base alle operazioni effettuate in esecuzione della delibera.

Sono annullabili i contratti conclusi dall’amministratore (che è anche legale rappresentante della società) in conflitto di interessi, qualora il conflitto fosse conosciuto o riconoscibile dal terzo. Il contenuto di questo comma è sostanzialmente coincidente con il contenuto dell’articolo 1394 dettato con riguardo al conflitto di interessi del rappresentante, nei contratti di rappresentanza di diritto comune (che esprime un principio generale ed opera anche nella spa).

Responsabilità degli amministratori di srl

Nel silenzio del legislatore, si ritiene che anche agli amministratori  di srl si applichi il metro di valutazione della diligenza professionalmente qualificata. Anche qui la responsabilità degli amministratori per il danno cagionato alla società è solidale. Anche qui, però, è esentato da responsabilità l’amministratore esente da colpa che, constatato che l’atto si stesse per compiere, ha manifestato il proprio dissenso. Non basta quindi che l’amministratore non fosse presente al momento della delibera, e non sono esenti da colpa nemmeno gli amministratori che non hanno compiuto l’atto in regime di amministrazione disgiuntiva. Questo perché, in capo a ciascun amministratore, è posto un dovere di vigilanza sull’operato degli altri amministratori, l’amministratore che contravviene a questo obbligo è responsabile e, per fatto proprio, quindi per l’inadempimento di un dovere imposto dalla legge. Il dissenso dell’amministratore inoltre si atteggia in modo diverso a seconda del modello di amministrazione adottato, in quanto nell’amministrazione collegiale è previsto che l’amministratore dissenziente possa votare in modo contrario alla delibera ed impugnarla, mentre nel metodo disgiuntivo ogni amministratore ha il potere di veto sulle operazioni compiute dagli altri amministratori. Una volta che l’operazione è stata compiuta inoltre l’amministratore deve dimostrare di aver adottato tutte le misure possibili per evitare che il danno si producesse effettivamente.

Azione di responsabilità verso gli amministratori di srl

Nella srl ciascun socio può esercitare l’azione di responsabilità nei confronti dell’amministratore inadempiente, agendo nell’interesse della società.

Nella spa invece l’azione di responsabilità può essere esercitata dalla società stessa tramite deliberazione dell’assemblea, oppure da una minoranza dei soci, ma non dal singolo socio (a meno che questo non abbia subito un danno diretto dall’inadempimento degli amministratori, in tal caso l’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori non è però sociale, ma particolare del socio danneggiato).

Il singolo socio può chiedere, in caso di gravi irregolarità nella gestione, che sia adottato un provvedimento cautelare di revoca degli amministratori. Ciò significa che per la srl non opera la disciplina dettata per la spa relativa alla denunzia in tribunale di fondato sospetto di gravi irregolarità sulla gestione; tuttavia il socio ha il potere di chiedere la revoca giudiziale degli amministratori, quindi viene data la possibilità al socio di denunciare le irregolarità al tribunale.

Si ritiene che l’azione sociale di responsabilità, pur nel silenzio della legge, possa essere esperita anche previa decisione dei soci. Questo orientamento interpretativo è corroborato dall’espressa previsione secondo cui la società può rinunciare o transigere all’azione di responsabilità se vi acconsente una maggioranza dei soci, specularmente si ritiene quindi che, come i soci possano decidere alla rinuncia, possano anche decidere l’esercizio dell’azione di responsabilità. Anche qui, come per la spa, è previsto che il singolo socio possa esercitare l’azione di responsabiltà nei confronti degli amministratori se dalla condotta di questi ne derivi un danno diretto nei confronti del patrimonio personale del socio (è un danno diretto al socio, per il quale il patrimonio della società è indifferente).

Responsabilità verso i creditori sociali

Nella disciplina della srl manca una previsione analoga al contenuto dell’articolo 2394, dettato con riguardo alla spa. Secondo l’articolo 2394 nel caso il patrimonio sociale sia insufficiente per la loro soddisfazione per via della condotta inadempiente degli amministratori, questi hanno il diritto di esercitare un’azione di responsabilità nei loro confronti. Questa azione, come già sottolineato, è un’azione che viene esercitata in particolare in caso di sottoposizione della spa ad una procedura concorsuale.

Una norma corrispondente a queste per la srl non c’è, ci si domanda quindi se i creditori sociali o il curatore del fallimento possano comunque esercitare l’azione di responsabilità contro gli amministratori. Gli interpreti sono giunti a ritenere applicabile in via analogia anche alla srl gli articolo 2394 e 2394 bis.

Alla responsabilità degli amministratori si aggiunge la responsabilità solidale dei soci che abbiano intenzionalmente deciso o autorizzato (che si sono espressi a favore del compimento dell’operazione) il compimento di atti dannosi per la società, per i soci, o per i terzi.

“Intenzionalmente”significa che il socio è conscio delle implicazioni che l’operazione compiuta o autorizzata ha sul patrimonio della società (non significa quindi che il socio agisce con l’intento di danneggiare la società). Qui non si tratta di soci amministratori, ma di qualsiasi socio o gruppo di soci a cui lo statuto attribuisce particolari diritti e prerogative di pertinenza gestionale.)

Questa previsione normativa è giustificata dal fatto che se lo statuto lo prevede, o qualora ricorrano le condizioni stabilite dal primo comma dell’articolo 2479, i soci possono intervenire nelle decisioni riguardanti il compimento di atti di pertinenza gestionale, i soci quindi concorrono con gli amministratori alla gestione della società, e come tale devono essere soggetti alla stessa responsabilità degli amministratori.

In ogni caso gli amministratori non sono sollevati da responsabilità, sebbene la decisione sia stata assunta dai soci. Questo perché il legislatore presuppone una gestione della società da parte sia degli amministratori, sia dei soci, e sebbene questi ultimi non abbiano concorso al compimento dello specifico atto che ha causato il danno alla società, su di essi grava pur sempre un dovere di vigilanza su tutte le operazioni di gestione. I soci invece rispondono solo se si sono ingeriti nella specifica operazione che ha causato il danno.

Controllo dei soci

Il potere di controllo del singolo socio non amministratore di srl è una delle novità della riforma del diritto societario del 2003, prima esisteva un diritto di controllo dei soci molto limitato.

Questo diritto è particolarmente incisivo, in quanto si ritiene che possa essere esercitato, oltre che dal singolo socio, in qualunque momento, e senza alcun limite.

Non ci sono quindi informazioni precluse al socio, nemmeno quelle che gli amministratori potrebbero ritenere riservate, l’esercizio di questo diritto deve però svolgersi secondo i principi di correttezza e buona fede. Si dice quindi che i soci possano chiedere agli amministratori qualunque notizia sull’andamento degli affari della società, sull’andamento generale, come su specifiche operazioni, così come possono consultare qualunque documento e libro sociale, sia relativi all’amministrazione e alla contabilità della società, ma anche relativi, ad esempio, a cause in corso. Si ritiene inoltre che al socio sia consentito estrarre copie di tali documenti.

Nonostante gli interpreti affermino che questo diritto possa essere esercitato dal socio a qualunque scopo, osservando il luogo normativo in cui questo è sancito si può immaginare che il legislatore avesse in mente di consentire al socio d’esercizio consapevole dell’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori.

Questo diritto non viene meno in presenza di un organo di controllo interno.

Altre note sugli amministratori di srl

Nella srl l’atto costitutivo può quindi prevedere la nomina di un sindaco o di un revisore legale dei conti, del quale decide anche le competenze ed i poteri, l’atto costitutivo può anche prevedere che vi sia un organo pluripersonale. La nomina del sindaco o di un revisore tuttavia è obbligatoria, effettivamente, nei casi previsti dall’articolo 2477.

Nel caso vi sia la nomina di un sindaco, di un revisore legale dei conti o di un organo di controllo interno pluripersonale, si applica la disciplina dettata con riguardo al colleggio sindacale di spa.

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