La tutela previdenziale nel lavoratore subordinato e nel lavoro autonomo (riassunto)

Per quanto riguarda la tutela previdenziale abbiamo una divaricazione per cui nel lavoro autonomo può non essere prevista una prestazione sociale ad hoc.
Può esserci una costruzione di regimi volontaria ma non vi sono posizioni previdenziali obbligatorie, salvo quelle previste dalle casse commercianti e artigiane.
Quali sono le prestazioni sociali di tutela principali che riguardano il lavoro? La tutela pensionistica, le prestazioni di maternità e congedo parentale, la malattia, i sussidi ai redditi quindi la disoccupazione e l’infortunio, e via dicendo.
Queste forme hanno una disciplina e un grado di copertura diversificato fra lavoro subordinato, autonomo e parasubordinato.

Sul lavoro subordinato possiamo parlare di infortuni, malattia, ivs, maternità, disoccupazione. Queste sono garantite dall’imps, salvo infortuni che è garantito dall’inail.
Per partecipare a queste forme previdenziali obbligatorie per il lavoro subordinato si utilizza un prelievo percentuale a carico della distribuzione; si arriva a una media oggi di circa il 40%, ovviamente variabile a seconda della tipologia.

Per gli infortunii la percentuale è molto variabile tra lo 0,4 all’8%; dovrà pagarla in parte anche il lavoratore.
Nel lavoro autonomo invece non esistono regimi obbligatori; queste prestazioni il lavoratore autonomo le può creare ma sono tutte iniziative personali, salvo alcuni casi come in quello dei commercianti dove si ha l’Ivs.

Per le libere professioni invece abbiamo una situazione a metà strada dove non si attinge al sistema inps ma ci si iscrive a casse previdenziali, soggetti gestiti direttamente dagli ordini professionali.
Queste casse previdenziali hanno propria regolamentazione e definiscono proprie prestazioni sociali per gli iscritti, dove in alcuni casi anche infortuni, maternità, malattia.

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