Il tiranno criminale di Siracusa: l’esempio di Agatocle

Macchiavelli lo considerava un principe immeritevole, salito al potere solamente per via della forza militare e dei propri crimini: parliamo del tiranno di Siracusa Agatocle (362 a.C. – 290 a.C.)

Agatocle era figlio di un vasaio, appena nato fu abbandonato dal padre. Tuttavia la madre seppe nutrirlo di nascosto. Crebbe così a Siracusa, e poi da semplice soldato divenuto capo di una delle tante fazioni che agitavano quella greca colonia, si arricchì con un fortunato matrimonio. Esiliato dal tiranno Sosistrato, si mise alla testa dei profughi e dei malcontenti, riuscì a far cacciare Sosistrato e ad impadronirsi del potere, assicurandoselo col far massacrare i nobili suoi avversari, con la cancellazione dei debiti, con la divisione delle terre e con spedizioni abbastanza fortunate contro i Cartaginesi che detenevano buona parte della Sicilia.

Assediato da questi in Siracusa nel 311, riesce a uscirne e a sbarcare in Africa: bruciate le sue navi, marcia su Cartagine. Alla fine, battuto, è costretto a fuggire, dopo aver abbandonato i figli ai soldati ammutinati che li massacrano arrendendosi ai Cartaginesi.

Di ritorno a Siracusa si vendica col far mettere a morte a sua volta tutti i parenti dei soldati che l’avevano seguito in Africa. Senza scrupoli si allea ai Cartaginesi che lo aiutano a domare le rivolte provocate dalle sue crudeltà. Estende così la sua autorità sulle isole Lipari e sull’Italia meridionale. Ma alla fine muore, avvelenato, secondo si narra, da un suo nipote.

Esistono molte, delle famose monete di Agatocle, spessp realizzate in argento o in oro, nelle quali nella prima faccia della moneta è rappresentato Agatocle mentre nella seconda l’ippogrifo.Agatocle fu citato come esempio “Di quelli che per i loro crimini divennero principi” nel capitolo VIII del trattato di Niccolò Machiavelli sulla politica – Il principe (1513).

Fu descritto come un criminale in ogni fase della sua carriera.

Machiavelli su di lui scrisse:

Non si può chiamare abilità uccidere i concittadini, tradire gli amici, essere infidi, spietati, irreligiosi. … Tuttavia, se si considera il coraggio di Agatocle di entrare e di fuggire dai pericoli, insieme alla sua grandezza mentale nel sopportare e superare le difficoltà, non si può capire perché dovrebbe essere considerato meno del capitano più notevole. Tuttavia, la sua barbara crudeltà e disumanità con infinita malvagità non gli permettono di essere celebrato tra gli uomini più eccellenti