Il modello monistico nella società per azioni (riassunto completo diritto commerciale)

In questo articolo parleremo in maniera riassuntiva ma precisa del modello monistico nelle società per azioni, uno dei sistemi di amministrazione della spa che più si avvicina al modello tipico inglese.

Articolo 2409-sexiesdecies del codice civile

Lo statuto può prevedere che l’amministrazione ed il controllo siano esercitati rispettivamente dal consiglio di amministrazione e da un comitato costituito al suo interno.

Questa è la specificità di questo modello, esiste un consiglio di amministrazione che nomina tra i suoi membri un comitato per il controllo sulla gestione, i controllati scelgono quindi tra loro i controllori.

Articolo 2409 septiesdecies del codice civile

La gestione dell’impresa spetta esclusivamente al consiglio di amministrazione.

Almeno un terzo dei componenti del consiglio di amministrazione deve essere in possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti per i sindaci dall’articolo 2399, primo comma, e, se lo statuto lo prevede, di quelli al riguardo previsti da codici di comportamento redatti da associazioni di categoria o da società di gestione di mercati regolamentati.

Al momento della nomina dei componenti del consiglio di amministrazione e prima dell’accettazione dell’incarico, sono resi noti all’assemblea gli incarichi di amministrazione e di controllo da essi ricoperti presso altre società.

Norme applicabili e revisione legale nel modello monistico

In definitiva se si va a guardare un altro articolo del codice civile, stavolta il numero 2409 noviesdecies si scopre che sono richiamati tutti gli articoli contenenti la disciplina del consiglio di amministrazione del modello tradizionale, i due consigli di amministrazione coincidono, la disciplina applicabile è identica, c’è un unica specificazione di questa disciplina, ovvero almeno un terzo dei componenti del consiglio di amministrazione devono essere in possesso dei requisiti di indipendenza richiesti per i sindaci. L’indipendenza però non è specificato riguardo a chi (soci, amministratori, eccetera).

– Salvo diversa disposizione dello statuto, la determinazione del numero e la nomina dei componenti del comitato per il controllo sulla gestione spetta al consiglio di amministrazione. Nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio il numero dei componenti del comitato non può essere inferiore a tre.

– Il comitato è composto da amministratori in possesso dei requisiti di onorabilità e professionalità stabiliti dallo statuto e dei requisiti di indipendenza di cui all’articolo 2409-septiesdecies, che non siano membri del comitato esecutivo ed ai quali non siano attribuite deleghe o particolari cariche e comunque non svolgano, anche di mero fatto, funzioni attinenti alla gestione dell’impresa sociale o di società che la controllano o ne sono controllate.

– Almeno uno dei componenti del comitato per il controllo sulla gestione deve essere scelto fra i revisori legali iscritti nell’apposito registro.

–  In caso di morte, rinunzia revoca o decadenza di un componente del comitato per il controllo sulla gestione, il consiglio di amministrazione provvede senza indugio a sostituirlo scegliendolo tra gli altri amministratori in possesso dei requisiti previsti dai commi precedenti; se ciò non è possibile, provvede senza indugio a norma dell’articolo 2386 scegliendo persona provvista dei suddetti requisiti.

– Il comitato per il controllo sulla gestione:

a) elegge al suo interno, a maggioranza assoluta dei suoi membri, il presidente;
b) vigila sull’adeguatezza della struttura organizzativa della società, del sistema di controllo interno e del sistema amministrativo e contabile, nonché sulla sua idoneità a rappresentare correttamente i fatti di gestione;
c) svolge gli ulteriori compiti affidatigli dal consiglio di amministrazione con particolare riguardo ai rapporti con il soggetto incaricato di effettuare la revisione legale dei conti.

Al comitato per il controllo sulla gestione si applicano altresì, in quanto compatibili, gli articoli 2404, primo, terzo e quarto comma, 2405, primo comma, e 2408.

Nelle società aperte il comitato è composto da almeno 3 membri, mentre nelle società chiuse, trattandosi di comitato, è necessario che sia composto almeno da due amministratori indipendenti.

Quindi considerando che il numero minimo di amministratori indipendenti è due, e che essi costituiscono un terzo dei membri del consiglio di amministrazione, il consiglio di amministrazione deve essere composto da almeno 6 membri.

Quindi anche in questo modello non può esserci un amministratore unico e un consiglio di amministrazione numericamente troppo ridotto.

Nel silenzio dello statuto, il consiglio di amministrazione nomina al proprio interno, tra gli amministratori indipendenti, i membri del comitato per il controllo sulla gestione, determinandone anche la numerosità. Lo statuto può tuttavia prevedere che i membri del comitato di controllo sulla gestione siano espressi direttamente dall’assemblea.

I membri del comitato di controllo sulla gestione devono inoltre essere in possesso dei requisiti di indipendenza richiesti dalla legge, degli eventuali requisiti di onorabilità e professionalità richiesti dallo statuto, e non devono essere membri del comitato esecutivo, né svolgere funzioni esecutive o attinenti in qualunque modo alla gestione della società, delle controllanti o delle controllate. I membri del comitato di controllo sulla gestione devono quindi essere amministratori indipendenti o esecutivi.

I membri del comitato esecutivo sono tuttavia amministratori, e in assenza di organi delegati spetta loro la gestione esecutiva della società. Per uscire da questa impasse creata dal legislatore italiano è necessario riferirsi al modello originario anglosassone. In questi paesi il consiglio di amministrazione è automaticamente suddiviso in membri esecutivi e non esecutivi, strutturalmente quindi ci sono i membri esecutivi, ed i membri non esecutivi che sono incaricati del controllo della gestione.

Il modello monistico può quindi esistere e funzionare solo se il consiglio di amministrazione esprime strutturalmente organi esecutivi e amministratori non esecutivi e indipendenti che si occuperanno del controllo.

In caso di cessazione di un componente del comitato di controllo sulla gestione il consiglio di amministrazione opera per cooptazione, per la sostituzione dell’amministratore cessato è necessario innanzitutto individuare all’interno del consiglio di amministrazione un amministratore dotato dei requisiti di indipendenza richiesti dalla legge, se questo non è possibile si procede per cooptazione.

I compiti di controllo sulla gestione del comitato sono ridotti significativamente rispetto ai compiti previsti per il consiglio di sorveglianza del modello dualistico e per il colleggio sindacale del modello tradizionale. Manca infatti il riferimento ai controlli più incisivi, ovvero quelli relativi al rispetto della legge e dello statuto, e quelli relativi al rispetto dei principi di corretta gestione. All’interno della società sembra quindi mancare un organo di controllo vero e proprio. In un sistema come questo, dove è strutturale la distinzione tra amministratori esecutivi e amministratori non esecutivi, il controllo è affidato a tutti gli amministratori non esecutivi.

Infatti l’articolo 2381 sulla base del comma 3 stabilisce che il consiglio di amministrazione, sulla base delle informazioni ricevute dagli organi delegati, valuta l’adeguatezza dei piani strategici, industriali e finanziari della società, valutata sulla base della relazione degli organi delegati il generale andamento della gestione.

Il controllo sugli amministratori è quindi demandato a tutti gli amministratori non esecutivi, ed è un controllo non soltanto di legalità, razionalità e di diligenza professionalmente qualificata degli amministratori esecutivi, ma anche di convenienza delle decisioni assunte da questi.

È rispetto a questa funzione di controllo degli amministratori non operativi che il comitato di controllo sulla gestione ha un incarico operativo, ha un ruolo istruttorio, propositivo e consultivo, mette quindi in condizione gli amministratori non esecutivi di esercitare il controllo che spetta loro.

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