Il conto economico EBITDA – EBIT riassunto e schema

Con il conto economico EBITDA – EBIT l’obiettivo del riclassificato è di determinare la marginalità operativa e la capacità di generare risorse finanziarie dalle vendite (EBITDA). Per questo motivo il conto economico EBITDA – EBIT è in grado di realizzare un’analisi ponendo come obiettivo un mix tra produttività ed efficienza.

Andando a guardare gli excursus storici questo tipo di classificazione dovrebbe avere una provenienza di tipo anglo-americana; la classificazione fatta tramite per conto economico Ebitda-ebit ci permette di avere un risultato intermedio nel quale non vengono inseriti gli ammortamenti, nonché le imposte einfine la gestione finanziaria.

Dopotutto potremmo dire che l’EBITDA possa in qualche modo ricordare il margine operativo lordo caratteristico in quanto tutti e due considerano quei costi monetari eppure entrambi si differenziano dando un’indicazione sulla società nell’essere solventi nel breve periodo, in ogni caso permutano delle differenze rilevanti.

Il riclassificato conto economico EBITDA – EBIT viene considerato spesso come un modello schematico più moderno poiché contenente nelle stesse aree entrambe le gestioni finanziarie attive e passive.

La sigla EBITDA non deve far cadere in inganno in quanto sia la lettera D che la lettera A si riferiscono alla stessa cosa, ovvero agli ammortamenti. Con “Depreciation” non ci si riferisce a delle svalutazioni come il termine può far intendere, ma in America si utilizzano due parole differenti per definire gli ammortamenti di beni tangibili ed un’altra parola per definire gli ammortamenti di beni intengibili.

Entrambi i termini però in italiano ricadono sulla stessa parola, ammortamento. Quantificato l’EBITDA è sufficiente cavare a questo il valore degli ammortamenti per trovare l’EBIT, un altro indicatore intermedio dove spero sono inclusi anche gli ammortamenti e quindi ritenuto eno preciso dell’EBITDA perché ritenuto più facilmente soggetto ad alterazioni. La forma di questo riclassificato è quella a scalare e la classificazione è per natura, in quanto classifica ogni voce in base alla sua natura caratteristica, accessoria , finanziaria, fiscale o straordinaria.

Vediamo lo schema di seguito:

Ricavi dalle vendite

– Consumi di materie

– Consumi di servizi

– Costo del lavoro

+/- Variazione delle rimanenze di prodotti finiti, semilavorati, su ordinazione, produzioni interne

– Altri costi e ricavi operativi (inclusi accantonamenti)

EBITDA

– Ammortamenti

EBIT

Variazione della gestione finanziaria

Risultato ordinario (RO)

Variazione della gestione straordinaria

EBT

– Imposte

Risultato Netto