I procedimenti assembleari nelle srl: riassunto di diritto commerciale

Per quanto riguarda il procedimento assembleare il legislatore rimette all’autonomia statuaria la disciplina del metodo di convocazione e del contenuto.

Il legislatoren nella srl si limita a prevedere che la convocazione debba in ogni caso consentire la tempestiva comunicazione degli argomenti da trattare, e che, in mancanza di previsione statuaria, questa debba avvenire tramite l’invio di lettera raccomandata ai soci.

La rappresentanza in assemblea

La rappresentanza è consentita, ma l’atto costitutivo la può escludere. Per la spa invece la rappresentanza in assemblea è disciplinata dettagliatamente, prevedendo anche limiti di rappresentanza, specie per le società aperte.

Quorum costitutivi e deliberativi

Con la srl non c’è la distinzione tra assemblea ordinaria e assemblea straordinaria, e non c’è la previsione di convocazioni successive alla prima.  Viene invece previsto un unico quorum costitutivo e un unico quorum deliberativo, i quali divengono più rigorosi quando la decisione dell’assemblea riguarda modificazioni dell’atto costitutivo o il compimento di operazioni che comportano una sostanziale modificazione dell’oggetto sociale o dei diritti dei soci.

Altra differenza sostanziale tra la disciplina della società a responsabilità limitata (srl) e società per azioni, risiede nella mancata previsione (che per la spa è inderogabile) riguardo alle decisioni attinenti all’approvazione del bilancio di esercizio e alla nomina delle cariche sociali (assemblea ordinaria), in seconda convocazione non debba essere fissato alcun quorum costitutivo. È necessario infatti che l’assemblea di spa possa decidere riguardo a queste materie che, in assenza di una deliberazione, paralizzerebbero la società. Nella srl invece queste previsioni sono rimesse all’autonomia statuaria dei soci, anche a rischio di una potenziale paralisi della società, questo perché si ritiene che i soci possano mettere la società al servizio delle proprie concrete esigenze.

Inoltre in tema di quorum deliberativi, si deve tenere conto che, per le decisioni dei soci assunte con metodo extrassembleare, il legislatore prevede che salvo diversa disposizione dell’atto costitutivo, le decisioni dei soci sono prese con il voto favorevole di una maggioranza che rappresenti almeno la metà del capitale sociale.

L’atto costitutivo può tuttavia modificare i quorum deliberativi e costitutivi, e, sostengono gli interpreti, potrebbero essere previsti quorum più alti, più bassi, differenziati per materie, oppure anche l’unanimità.

Il legislatore non disciplina la legittimazione all’intervento, tuttavia di legittimazione si parla ed è quindi necessario che il presidente verifichi che coloro che intervengono in assemblea siano effettivamente soci. Non essendo obbligatori la tenuta del libro dei soci, e non essendoci titoli che documentano la partecipazione sociale, il presidente dell’assemblea verifica le risultanze nei documenti iscritti nel registro delle imprese.

Può verificarsi un vizio della convocazione, ma in ogni caso l’assemblea si intende regolarmente costitutiva e le deliberazioni assunte si intendono valide se all’assemblea partecipa l’intero capitale sociale.

Per quanto riguarda le cause di annullabilità sono tali:

  • – La contrarietà alla legge o all’atto costitutivo;
  • La decisione, che può essere dannosa per la società, assunta con il voto determinante del socio in conflitto di interessi.

Nelle spa il conflitto di interessi tra socio e società è meno rischioso, in quanto le competenze assembleari sono tassativamente previste dalla leggem ed in nessun modo ai soci possono essere attribuite competenze in materia di gestione. Nella srl, essendo possibile attribuire ai soci competenze anche in materia di gestione, il conflitto di interessi è ben più rischioso, ed in questo caso allora, qualora le decisioni prese con il voto determinante del socio in conflitto di interessi siano potenzialmente dannose per la società, è necessario consentire ai soci di impugnarle.

Possono impugnare le delibere invalide: qualunque socio (senza imposizione di un minimo di capitale sociale che deve essere rappresentato dai soci che impugnano la delibera), gli amministratori ed il colleggio sindacale.

Anche qui è previsto un termine massimo per l’impugnazione, trascorso il quale il vizio è come se non esistesse, esattamente come accade nella spa. Inoltre anche qui è possibile sanare il vizio anche quando il giudizio sull’impugnazione sia già aperto, può essere lo stesso giudice a sollecitare la sanatoria del vizio.

Cause di nullità sono:

1) L’oggetto della deliberazione impossibile o illecito (come nella spa);

2) Deliberazioni prese in assenza assoluta di informazione (diverso dalla spa);

3) Modificazioni dell’oggetto sociale che prevedono un’attività impossibile o illecita

Nella mancanza di informazione rientra la mancanza di convocazione, ma potrebbe rientrarvi anche la mancanza di verbale, sebbene ci sia chi sostiene che l’informazione in questo articolo sia intesa come preventiva, preliminare all’assemblea. In ogni caso, per l’applicazione di questa previsione normativa, si tratterà di valutare i fenomeni concreti della realtà.

Sono legittimati all’impugnazione tutti coloro che ne hanno interesse. Viene stabilito un limite di tra anni nei primi due casi, mentre le delibere della terza tipologia possono essere impugnate senza limiti di tempo.

Si riscontra qui un’ulteriore differenza rispetto alla disciplina della spa in quanto non viene richiamato l’articolo 2379 che, tra le altre previsioni, stabilisce che la causa di nullità possa essere rilevata dal giudice d’ufficio.