I diritti sociali di natura patrimoniale nel diritto commerciale

Utile da leggere riguardo al diritto agli utili e alla quota di partecipazione è sicuramente l’articolo 2350:

Ogni azione attribuisce il diritto a una parte proporzionale degli utili netti e del patrimonio netto risultante dalla liquidazione, salvi i diritti stabiliti a favore di speciali categorie di azioni.

– Fuori dai casi di cui all’ articolo 2447-bis , la società può emettere azioni fornite di diritti patrimoniali correlati ai risultati dell’attività sociale in un determinato settore. Lo statuto stabilisce i criteri di individuazione dei costi e ricavi imputabili al settore, le modalità di rendicontazione, i diritti attribuiti a tali azioni, nonché le eventuali condizioni e modalità di conversione in azioni di altra categoria.

– Non possono essere pagati dividendi ai possessori delle azioni previste dal precedente comma se non nei limiti degli utili risultanti dal bilancio della società.

Si tratta di diritti per cui la legge stabilisce un nesso tra la prerogativa a contenuto patrimoniale e l’azione.
Ogni azione attribuisce un’unità di questi diritti (agli utili periodici e alla quota di liquidazione). Per ottenere l’unità di utile (dividendo per azione o utile per azione) o di attivo residuo spettante a ciascuna azione, si divide l’ammontare complessivo di utile netto suscettibile di essere distribuito (per il quale si è decisa la distribuzione) e l’attivo netto residuo, per il numero delle azioni. L’azioen rileva anche in questo caso come unità di partecipazione sociale.
La disciplina relativa al diritto agli utili comprende anche gli articoli 2430 e 2433 bis dettati con riguardo ai principi di redazione del bilancio di esercizio.

Sul diritto del socio alla percezione di una percezione di una porzione di utile incidono alcuni vincoli determinati dalla legge:

Articolo 2430 del codice civile: la riserva legale

Dagli utili netti annuali deve essere dedotta una somma corrispondente almeno alla ventesima parte di essi per costituire una riserva, fino a che questa non abbia raggiunto il quinto del capitale sociale.

– La riserva deve essere reintegrata a norma del comma precedente se viene diminuita per qualsiasi ragione.

– Sono salve le disposizioni delle leggi speciali.

Si tratta di una riserva obbligatoria e caratterizzata da un vincolo di indisponibilità (sostanzialmente equivalente al vincolo a cui è sottoposto il capitale sociale). Questa riserva completa e rafforza il meccanismo caratteristico del capitale sociale. Ad ogni esercizio una porzione degli utili (1/20) deve essere destinata alla riserva legale fino a che questa non sia completamente costruita, ovvero fino a che questa non abbia raggiunto 1/5 del capitale sociale.

La deliberazione sulla distribuzione degli utili e’ adottata dall’assemblea che approva il bilancio ovvero, qualora il bilancio sia approvato dal consiglio di sorveglianza, dall’assemblea convocata a norma dell’articolo 2364-bis, secondo comma.

– Non possono essere pagati dividendi sulle azioni, se non per utili realmente conseguiti e risultanti dal bilancio regolarmente approvato.

– Se si verifica una perdita del capitale sociale, non può farsi luogo a ripartizione di utili fino a che il capitale non sia reintegrato o ridotto in misura corrispondente.

– I dividendi erogati in violazione delle disposizioni del presente articolo non sono ripetibili, se i soci li hanno riscossi in buona fede in base a bilancio regolarmente approvato, da cui risultano utili netti corrispondenti.

Qui emerge una sostanziale differenza tra società di persone e spa.
Nella società di persone nel silenzio dell’atto costitutivo l’utile netto risultante dal bilancio fa automaticamente sorgere in capo al socio un credito nei confronti della società, un diritto alla percezione della propria quota di utile. Non si prevede, nel silenzio dell’atto costitutivo, che la distribuzione degli utili sia subordinata ad una decisione dei soci, il diritto sorge automaticamente quando l’utile risulta dal bilancio.

Nella Spa invece la distribuzione degli utili è subordinata ad una serie di condizioni:

– L’utile deve essere realmente conseguito
– L’utile deve risultare dal bilancio correttamente approvato
– L’utile non è distribuibile se si sono verificate, negli esercizi precedenti, perdite che hanno eroso il capitale sociale, finché questo non sia reintegrato o ridotto in misura corrispondente
– La distribuzione deve essere decisa dai soci tramite deliberazione assembleare
È possibile la distribuzione degli utili, ovvero acconti sui dividendi, nonostante questi non siano ancora stati conseguiti.
Ciò può accadere alle condizioni dettate dall’articolo 2433-bis.