Galeotto Marzio: riassunto e analisi della vita del letterato italiano

Galeotto Marzio è un personaggio di grandissima notorietà, conteso tra le università italiane e le corti europee. Scrive opere nel panorama scientifico e letterario, religioso e filosofico dell’umanesimo, come il De incognitis vulgo. L’importanza di Galeotto venne rivalutata recentemente, attraverso un Convengo intitolato Galeotto Marzio e l’Umanesimo italiano ed europeo tenutosi nel 1975 a Narni. Vennero commentate due opere in particolare: De homine e De egregie, sapienter, iocose dictis ac factis regis Mathiae ad ducem Iohannem eius filium liber.

Durante il convegno si vide la necessità di approfondire le ricerche di carattere documentario, attraverso:
– Preparazione di edizioni critiche integrali delle opere inedite o in edizioni antologiche;
– Approfondito studio degli ambienti culturali in cui l’autore visse.
Galeotto coltivò interessi, prese posizioni, scrisse testi che lo resero eccentrico rispetto alle tendenze del tempo, tuttavia non fu a lungo riconosciuta la sua bravura letteraria. Tenne dei corsi universitari a Padova e Bologna e soggiornò per lungo tempo presso la corte di re Mattia in Ungheria.

Caratteri dell’autore:

– Rifiuto per la lingua e la cultura greche, e la predilezione per i classici latini e la scoperta della cultura araba;
– Posizione filosofica impregnata di elementi di aristotelismo e platonismo quattrocenteschi;
– Riflessione sulle religioni positive e in particolare sul cristianesimo;
– Interessi in campo astrologico e magico.

Proclama la superiorità degli autori latini in tutti i generi letterari, rifiutando e criticando tutti coloro portassero delle modifiche alla lingua latina approcciandosi con la lingua greca. Nel De doctrina promiscua, Marzio accetta la preminenza della cultura greca e latina in relazione al passato ma la ritiene errata nel suo tempo, al contrario degli arabi che, anche durante il medioevo, hanno tenuto ferme le loro radici. Infatti esalta la grandezza del popolo cartaginese, che raggiunse risultati importanti nelle armi, nelle lettere, nella navigazione e nell’astrologia. Riconosce, infine, alla lingua araba un grande potere: quello di risanare la latinità. Presenta, inoltre, la volontà di una “universalità della cultura”.

Nel De homine, Marzio presenta l’uomo come essere solidamente ancorato alla sua matrice corporea e biologica, in cui si possono trovare vizi e passioni e da essi può liberarsi solo morendo (ricorda la filosofia platonica).

Nel De doctrina promiscua, Marzio parla dell’ignoranza come del più grave di tutti i peccati, a differenza della conoscenza che si concilia con la scienza considerata perfetta se vigono questi punti:
– È indispensabile una cognizione certa;
– L’oggetto della conoscenza deve essere costituito da res necessariae;
– Le cause che danno origine alla cognizione siano evidenti all’intelletto;
– La scienza deve essere libera da sillogismi.
L’intelletto, tramite il ragionamento, tende al massimo della conoscenza e della perfezione che è Dio. Cercano la beatitudine il sapiente (attraverso la razionalità) e il teologo (attraverso la testimonianza altrui e sulla rivelazione).
Affronta un tema a lui molto caro: l’armonia prodotta dal movimento dei cieli. La realtà può essere conosciuta attraverso la ragione, in contrasto con la visione dell’uomo e della realtà delle religioni positive, in particolare col cristianesimo.

Nel De incognitis vulgo, pone un problema importante: quello dell’immortalità dell’anima. Questo tema, caro ai teologi come ai filosofi, è stato motivo di contrasto tra la chiesa, che chiede al fedele una credenza mistica e fedele nell’immortalità dell’anima, e i filosofi che, servendosi della ragione, cercano di porre delle risposte razionali a qualsiasi questione.

I temi dell’astrologia, della magia e dell’occultismo sono presenti in tutti i suoi testi: De homine, De incognitis vulgo, De doctrina promiscua, Chiromantia perfecta. Durante l’umanesimo si credeva che tutte le azioni umane fossero determinate dagli influssi celesti. Dedica dei capitoli agli umori del corpo umano e all’influsso che i pianeti hanno su di essi.

 

Ringraziamo vivamente lo studente Elia B per averci permesso di pubblicare questi appunti biografici sulla figura letteraria e umana di Galeotto.