Emissione di strumenti finanziari nella srl: riassunto diritto commerciale

È consentita alla società a responsabilità limitata l’emissione di titoli di debito, se l’atto costitutivo lo prevede. Quando si tratta di srl tuttavia il legislatore non usa l’espressione titoli obbligazionari, a prescindere dal contenuto dei titoli di debito emessi che potrebbe essere sostanzialmente coincidente con il contenuto dei titoli obbligazionari emessi dalla spa. Questo perché quando si parla di titoli obbligazionari il legislatore ha in mente di una particolare tipologia di titoli di debito emessi solo dalla spa che hanno un particolare contenuto.

La disciplina dei titoli di debito è molto scarna; per la spa è la legge che stabilisce la competenza di emissione e i limiti all’emissione. Per la srl è lo statuto che stabilisce le competenze all’emissione, e gli eventuali limiti, la legge non impone alcun limite. Il contenuto di questi strumenti finanziari, quindi le prerogative attribuite ai possessori di questi titoli è stabilito all’atto della decisione dell’emissione, e tale decisione deve essere iscritta nel registro delle imprese.

Si parla in ogni caso di prestito, quindi è chiaro che l’operazione sottesa all’emissione di titoli è sicuramente un’operazione di finanziamento, quindi la società contrae un debito per il rimborso. A parte questo, tutte le condizioni sono rimesse all’autonomia statuaria.

Tuttavia questi titoli possono essere sottoscritti soltanto da investitori professionali sottoposti a vigilanza prudenziale, in quanto il legislatore ritiene questi titoli particolarmente rischiosi: l’emittente è normalmenteuna società di piccole dimensioni, e le condizioni del prestito sono rimesse in tutto (escluso ovviamente l’obbligo di rimborso) all’autonomia contrattuale. È quindi necessario che i sottoscrittori di questi titoli siano soggetti in grado di valutare il rischio di credito dell’emittente. Infatti in caso di successiva circolazione, chi li trasferisce risponde dell’eventuale insolvenza dell’emittente nei confronti dell’acquirente, a meno che l’acquirente non sia un altro investitore professionale o un socio della società.

La competenze attribuite alle decisioni dei soci

Le competenze dei soci sono le materie prime per le quali i soci sono chiamati a decidere in quanto tali. Le competenze dei soci di srl sono stabilite dallo statuto; qui si riscontra una differenza sostanziale rispetto alla spa, ed il tratto distintivo principale tra i due modelli, in quanto le competenze dell’assemblea degli azionisti sono definite tassativamente dalla legge, lo statuto non le può ampliare, tuttalpiù è concesso allo statuto prevedere che gli amministratori sottopongano determinate decisioni all’approvazione dell’assemblea, ferma restando la responsabilità degli amministratori per gli atti compiuti.

Lo statuto di srl invece può rimettere, senza limiti, alle decisioni dei soci qualsiasi tipo di competenza, ed inoltre essi decidono su argomenti che uno o più amministratori sottopongono alla loro approvazione, materie che quindi sono di pertinenza gestionale. Le competenze dei soci possono quindi sconfinare anche in materia gestionale.

Si dice che ai soci di srl sia possibile attribuire alla competenza dei soci tutte le decisioni attinenti alla gestione della società, tranne alcune che per previsione di legge devono essere riservate alla competenza dell’organo amministrativo.

Ci sono poi materie inderogabilmente attribuite dalla legge alle competenze dei soci, quindi lo statuto può ampliare le competenze dei soci di srl ma non ridurle. Ulteriore differenza e tratto distintivo tra spa ed srl risiede nel fatto che nella srl il metodo assembleare per l’assunzione delle decisioni dei soci, non è obbligatorio per la maggior parte delle decisioni. È infatti possibile che, se l’atto costitutivo lo permette, le decisioni dei soci siano assunte con metodo extra assembleare, si parla infatti di consultazione scritta o di consenso espresso per iscritto.

 

Gli interpreti ritengono che la differenza tra le due modalità risieda nel fatto che la consultazione scritta prevede che ai soci siano sottoposte più alternative, tra le quali essi debbano scegliere, mentre il consenso per iscritto prevede che ai soci sia sottoposta un’unica proposta, alla quale essi debbano dare o negare il consenso.

Il legislatore inoltre rinvia all’autonomia statuaria le modalità procedurali dell’assunzione di queste decisioni.

Il metodo assembleare è invece obbligatorio per l’assunzione di talune decisioni:

  • Modificazioni dell’atto costitutivo
  • Compimento di operazioni che comportano una sostanziale modificazione dell’oggetto sociale determinato nell’atto costitutivo o una rilevante modificazione dei diritti dei soci
  • Riduzione del capitale sociale per perdite, oppure, qualora uno o più amministratori lo richiedano o un numero di soci tale da rappresentare almeno 1/3 del capitale sociale.

Questo perché il metodo assembleare offre l’opportunità di un confronto tra i soci, quindi di una ponderazione delle ragioni degli uni e degli altri.

Il diritto di voto del socio si atteggerà in modo diverso in base alla misura della sua quota di partecipazione (non si parla più di un azione un voto. Si pone però la questione inerente all’affermazione per la quale ogni socio ha diritto di partecipare alle decisioni. Ci si chiede se sia possibile prevedere quote di partecipazione con voto limitato ad alcune materie o limitato rispetto al peso della partecipazione sociale.

In via generale si tende a rispondere che sia possibile che l’atto costitutivo calibri diversamente il diritto di voto di ciascun socio, ferma restando la partecipazione obbligatoria nelle decisioni attribuite inderogabilmente alla competenza dei soci. Questa previsione statuaria si applicherà quindi alle competenze attribuite ai soci dall’atto costitutivo.