Cos’è il diritto di opzione all’interno della società per azioni (spa)?

Il diritto di opzione è il diritto dei soci di società per azioni e degli eventuali sottoscrizioni di obbligazioni convertibili in azioni, di sottoscrivere azioni di nuova emissione e obbligazioni convertibili con precedenza rispetto a chi non è socio o possessore di obbligazioni convertibili.

Il diritto di opzione spetta in misura proporzionale al numero di azioni precedentemente possedute, oppure in misura proporzionale alle obbligazioni convertibili possedute in ragione del rapporto di cambio.

Il diritto di opzione ha la funzione di dare l’opportunità a ciascun socio di mantenere il suo peso relativo rispetto al capitale sociale, quindi di mantenere il peso relativo delle sue prerogative e dei suoi diritti amministrativi e patrimoniali.

Proprio per questa ragione il diritto di opzione spetta ai soci anche in caso di emissione di obbligazioni convertibili, poiché queste sono suscettibili di conversione in azioni, e quindi la loro eventuale conversione potrebbe comportare una variazione della composizione della compagine sociale. Il diritto di opzione spetta anche ai possessori di obbligazioni convertibili in azioni in quanto capaci di esercitare il diritto di conversione, quindi in quanto possibili futuri soci.

Dopo la delibera assembleare che decide l’aumento del capitale sociale a pagamento l’offerta di opzione deve essere depositata nel registro delle imprese e deve essere concesso un termine, non inferiore a 30 giorni dal deposito, entro cui è possibile esercitare il diritto di opzione.

Chi esercita il diritto di opzione ha la facoltà di esprimere il suo interesse alla sottoscrizione delle azioni o delle obbligazioni eventualmente non sottoscritte. Tramite questa richiesta, che deve essere contestuale all’esercizio del diritto di opzione, egli ottiene il diritto di prelazione sulle azioni e obbligazioni convertibili che non sono sottoscritte entro il termine stabilito per l’esercizio del diritto di opzione.

Il diritto di opzione può essere limitato o escluso dalla legge, dallo statuto o dalla deliberazione assembleare, alle condizioni previste dalla legge. Il diritto di opzione è escluso dalla legge quando le azioni di nuova emissione debbano essere liberate tramite conferimento di beni in natura e quando l’interesse della società lo esige (in questo caso anche solo limitato).

Gli interpreti del diritto di opzione sono d’accordo sono concorsi nell’affermare che la deliberazione espressa dalla legge possa consistere anche solo nella convenienza economica della società ad escludere o limitre il diritto di opzione.

È necessaria una relazione degli amministratori che illustri e giustifichi le ragioni per cui è richiesta tale limitazione od esclusione. La relazione deve essere sottoposta al colleggio sindacale o al consiglio di sorveglianza e al revisore legale dei conti, i quali devono esprimere il proprio parere. Inoltre il prezzo di emissione delle nuove azioni deve essere calcolato in base al patrimonio netto (quindi comprensivo, il più delle volte, di un sovraprezzo). Questo perché chi non era precedentemente socio e compra le azioni della società, non sottoscrive solo una parte del capitale sociale, ma diventa titolare di un diritto, seppur di natura residuale, su tutto il patrimonio netto della società. È quindi necessario che egli paghi un prezzo comprensivo della porzione di patrimonio netto a cui egli partecipa divenendo socio (valore contabile dell’azione).

Il diritto di opzione può essere inoltre incluso, tramite delibera assembleare presa con la maggioranza richiesta nell’assemblea straordinaria, se le azioni di nuova emissione sono offerte ai dipendenti della società. Questa è un’altra ipotesi di favore legislativo per l’azionariato dei dipendenti della società. In questo caso infatti è escluso il procedimento necessario nella precedente ipotesi. Non si considera escluso il diritto di opzione qualora la delibera assembleare preveda che le azioni di nuova emissione siano sottoscritte da banche o altre società finanziarie soggette al controllo della consob, con obbligo di offrirle in opzione agli azionisti della società.

Questo è il caso dell’opzione indiretta: qualora la società abbia particolare interesse all’integrale sottoscrizione dell’aumento del capitale sociale, si offrono agli intermediari le azioni di nuova emissione, i quali le sottoscrivono “a fermo” ovvero sottoscrivono per intero le azioni nuova emissione con obbligo di offrirle agli azionisti della società, al termine del periodo concesso per l’esercizio del diritto di opzione, le azioni rimaste inoptate rimangono a carico degli operatori specializzati che le hanno sottoscritte.