Azioni con privilegi patrimoniali e azioni con limitazioni di diritti amministrativi

È possibile emettere azioni a cui sono collegati privilegi patrimoniali, per cui l’unico limite legale deriva dal divieto di patto leonino. Il divieto di patto leonino, sancito nella disciplina delle società di persone, è però un principio di sistema e opera quindi anche in relazione alle società di capitali. Il patto leonino è la pattuizione tramite la quale uno o più soci sono esclusi da ogni partecipazione agli utili o alle perdite.

Vi sono quindi varie possibilità in termini di assegnazione di privilegi patrimoniali. In ogni caso il privilegio, per non essere leonino, deve essere formulato in modo tale da non escludere di fatto le altre azioni dalla concreta possibilità di partecipare agli utili.

Articolo 2351 del codice civile: il diritto di voto

Ogni azione attribuisce il diritto di voto.

Salvo quanto previsto dalle leggi speciali, lo statuto può prevedere la creazione di azioni senza diritto di voto, con diritto di voto limitato a particolari argomenti, con diritto di voto subordinato al verificarsi di particolari condizioni non meramente potestative. Il valore di tali azioni non può complessivamente superare la metà del capitale sociale.

Lo statuto può altresì prevedere che, in relazione alla quantità delle azioni possedute da uno stesso soggetto, il diritto di voto sia limitato a una misura massima o disporne scaglionamenti.
Salvo quanto previsto dalle leggi speciali, lo statuto può prevedere la creazione di azioni con diritto di voto plurimo anche per particolari argomenti o subordinato al verificarsi di particolari condizioni non meramente potestative. Ciascuna azione a voto plurimo può avere fino a un massimo di tre voti.

Gli strumenti finanziari di cui agli articoli 2346, sesto comma, e 2349, secondo comma, possono essere dotati del diritto di voto su argomenti specificamente indicati e in particolare può essere ad essi riservata, secondo modalità stabilite dallo statuto, la nomina di un componente indipendente del consiglio di amministrazione o del consiglio di sorveglianza o di un sindaco. Alle persone così nominate si applicano le medesime norme previste per gli altri componenti dell’organo cui partecipano.

Il presente articolo prevede una certa modulabilità del diritto di voto.

Il secondo comma consente che lo statuto preveda:

– Azioni senza diritto di voto

Azioni con diritto di voto limitato a particolari argomenti stabiliti nell’atto costitutivo (come ad esempio il voto limitato alle sole assemblee straordinarie, alla sola nomina degli amministratori, alla sola approvazione del bilancio, eccetera).

Azioni con diritto di voto subordinato al verificarsi di particolari condizioni non meramente determinabili dal socio o dagli amminstratori (ad esmepio in caso la società sia bersaglio di operazioni ostili oppure nel caso di azioni privilegiate, se per un certo numero di esercizi la società non abbia prodotto utili sufficienti a soddisfare il privilegio).

Il terzo comma delinea inoltre una possibile limitazione del diritto di voto, configurabile nelle sole spa chiuse. Lo statuto può prevedere infatti che il diritto di voto, in relazione al numero di azioni possedute dallo stesso soggetto, sia esercitabile in una misura massima, o sia esercitabile in misura definita da scaglioni (il voto a scalare) correlati al numero di azioni possedute.

La legge stabilisce che il valore complessivo delle azioni caratterizzate dalla limitazione del diritto di voto non possa superare la metà del capitale sociale. Prima della riforma del diritto societario era prevista una modulabilità molto più limitata di diritto di voto, ed era richiesto che ad una limitazione del diritto di voto, corrispondessero necessariamente privilegi patrimoniali. Ad oggi invece è permessa anche l’emissione di azioni per le quali sia completamente escluso il diritto di voto, e alla limitazione di tale diritto non deve essere necessariamente accompagnata l’assegnazione di privilegi patrimoniali.

Per concludere il discorso riguardante le azioni con limitazioni di diritti amministrativi ricordiamoci che vige il divieto di emissione di azioni a voto plurimo.