Analisi del “De homine” (1472) di Galeotto Marzio (riassunto letteratura italiana)

Il “De homine” di Galeotto marzio è un trattato che conobbe presto un grandissimo successo: presenta molteplici tematiche, tra le quali conoscenze mediche, somatologia elementare, fisiologia, filologia, astrologia. Galeotto crede che le inclinazioni istintuali degli uomini scaturiscono in quanto il corpo è inserito nel gran corpo eterno del mondo, sottostà agli influssi degli astri e dei pianeti.
Uomo, inserito nell’universo, vive sotto l’influsso delle stelle e delle costellazioni. Il pensiero medievale aveva avuto una visione pessimistica dell’uomo, creduto colui che era sì creatura di Dio ma incapace di salvarsi da solo.
La stagione della “letteratura sull’uomo” si aprì nella seconda metà del 400 con il movimento neoplatonico fiorentino e con l’esperienza di Marsilio Ficino e Pico della Mirandola. Ficino si espresse riguardo alla natura umana nel Teologia platonica (1482). L’anima umana, per Ficino, ha una posizione centrale fra il mondo europeo e quello incorporeo di Dio. L’essere umano acquista valore soprattutto grazie all’anima, con una conseguente svalutazione della corporeità – riflessione lontana rispetto al De homine di Marzio.
Anche per Pico l’uomo è inserito in un universo unitario, sviluppando il suo discorso nell’Orazione sulla dignità dell’uomo, scritto nel 1486. La dignità dell’uomo sta nella sua libertà di scelta che è illimitata. Per Marzio, invece, la descrizione dell’uomo è fine a sé stessa e risente marginalmente dell’aspetto medico.
Dedica un testo alla Chiromanzia, ponendo l’arte della magia al centro della sua trattazione.
Tra il 1447 e 1450 frequenta una grande scuola di retorica del Guarino nella città estense, Ferrara, nella quale l’insegnante trasmetteva capacità di comprensione, uso della lingua latina e greca, rapporto tra allievo e maestro, le cure fisiche, la familiarità, concorrevano all’educazione del giovane. Dal 1450 al 60 Marzio è assegnato alla cattedra di Padova, dove viene avvicinato dalle tematiche mediche-scientifiche. Giunge a Bologna nel 1463. Compone il De homine in Ungheria.
Re Mattia I Corvino re di Ungheria nacque intorno al 1440 e fu il primo principe del Rinascimento ad essere ripreso dal Machiavelli. Iniziò a possedere una biblioteca molto curata e dotata di numerosi volumi. Mattia stesso lesse numerosi autori classici, si rese conto del valore del mecenatismo culturale ed era sicuro che gli studi letterari consentissero la nobiltà d’animo; era il centro spirituale delle corti. Due temi discussi nei dibattiti sono importanti: il platonismo e gli interessi astrologici.
Il De homine, infine, non si presenta come testo di medicina o di anatomia; offre una serie di riflessioni per capire la sapienza umanistica degli uomini del 400. Due sono gli indirizzi che animavano la medicina marziana:
– Si muoveva tra il polo della auctoritates e quello della medicina astrologica;
– Rapporto con paziente e la prassi terapeutica.

 

Ringraziamo vivamente lo studente Elia B per averci permesso di pubblicare questi appunti sul volume “de homine” di Galeotto.